C’era una volta un principe, di nome Azzurro, che viveva in un palazzo affacciato su un lago. Era di animo gentile, accoglieva i poveri e li aiutava, ma era triste perché non aveva ancora trovato la sua anima gemella.
Un giorno, Azzurro era a passeggio sulle rive del lago e, a un tratto, confusa con il canto degli uccelli, sentì una voce dolce che cantava una melodia gioiosa. Dopo poco, quasi nascosta tra il verde della foresta, vide Isabel e ne rimase affascinato.
I due giovani si presentarono, cominciarono a chiacchierare e si trovarono subito simpatici. Tra loro si era accesa la scintilla dell’amore.
Dall’altra parte del lago, nel regno confinante, viveva il padre di Isabel, un re molto severo e intransigente che non era mai contento di niente.
Per un po’, Isabel e Azzurro continuarono a vedersi di nascosto nella foresta, ma un giorno il principe si accorse che lei era triste e le chiese il perché. Il padre aveva scoperto i loro incontri segreti e le aveva detto che mai avrebbe accettato che si sposassero perché aveva deciso per lei un altro sposo.
Isabel, però, non si perse d’animo. Chiese al padre di lasciarla andare nelle cucine del castello con la scusa di preparare una torta da offrire al suo pretendente e, con l’aiuto della cuoca, cucinò una torta a sorpresa…
Quando il pretendente giunse al castello, fu accolto con tutti gli onori. Sulla tavola imbandita per il gran rinfresco troneggiava la bellissima torta. Era davvero squisita e il promesso sposo e il padre di Isabel ne mangiarono a volontà. La ragazza intanto cantava.
Ma il dolce conteneva una purga potentissima… Immaginatevi l’effetto che fece sui due golosi… cacca e puzza dappertutto!
Il pretendente, dopo aver fatto quella figuraccia, fuggì e non si fece più vedere e il padre capì di non poter costringere Isabel a fare quello che lei non voleva fare.
Azzurro arrivò al castello sulla sua carrozza dorata e fu accolto con tutti gli onori, ma questa volta senza la torta. I due giovani si sposarono e andarono a vivere nel palazzo in riva al lago, dove vissero felici e contenti.











